“Decrescita, un’idea in crescita”. Nato il Partito della Decrescita

“Decrescita, un’idea vincente”. Nato il Partito della Decrescita

E’ nato il Partito della Decrescita, in Francia, “Parti pour la Décroissance”. La decrescita non può essere un partito, ma un’idea ben più vasta. Nonostante questo, l’idea di un partito può servire a supportare l’idea stessa, dandole visibilità.

In tal senso è utile, purché non sia il vecchio partito, piuttosto una sorta di Rete che si diffonde.

Ancora in tal senso, cominciare a costruir qualcosa di concreto anche in Italia sarebbe utile.

Suggerirei una sorta di Convegno, o micro-Convegno, sulla decrescita.

Non solo mucchio di parole, ma parlare anche della casa, come si costruisce una casa diversa, come costruire un’economia “fai da te”, della quale si comincia a parlare anche nella patria del noeliberismo in crisi: gli Stati Uniti.

Costruire delle Reti di rapporti che abbiano in vista l’ulteriore prosieguo della crisi in atto e pensino a costruir legami, in vista di questo. Come produrre l’energia. Non l’ho dimenticato. Occorrerebbe fare delle directory, con tutto l’utile massimo, in ognuno di tali campi. Anche in inglese, per poter diffondersi il più possibile. Chissà che chissà dove qualcuno abbia un’idea cui nessun altro aveva pensato…

Il nostro primo faro sia: il necessario prima.

Il secondo: il fattibile qui ed ora.

Il terzo: accumulare il fattibile, anche in directory, manuali e quant’altro sia possibile, opuscoletti scaricabili a zero, finché sia possibile farlo, perché sulla lunga distanza è chiaro che questo sistema va verso una fase di stallo, non nell’immediato, ma questa è la tendenza di largo periodo, l’onda lunga.

Il quarto: chiunque partecipa diffonde e contribuisce all’idea.

PS. Suggerisco di dare una rapida occhiata ai nuovi Link utili posti qui accanto, ché possono essere utili, al Ciacci Magazine, alla campagna contro la cementificazione del territorio ed al Parti pour la Décroissance.

Dal sito di questo partito:

En effet nous n’arriverons pas à sortir de cette crise, qui n’est pas seulement celle de la financiarisation de l’économie, si nous ne prenons pas le temps d’en analyser les causes profondes ainsi que tous ses aspects”.

In effetti, non si arriverà mai ad uscir da questa crisi, che non è solamente quella della finanziarizzazione dell’economia, se non ci si prenderà il tempo di analizzarnele cause profonde in tutti i suoi aspetti.

E’ il tempo la chiave di volta: non c’è tempo, ti prendono come cani adietro la preda.

E l’altra chiave è il linguaggio: sempre le stesse parole…

Ma credete davvero che i grandi preti della globalizzazione non abbiano previsto le contromosse?!

A tal proposito, si veda:


http://decemberwolf.splinder.com/archive/2006-06

Da questo blog di qui sopra, riporto dei brani.

“Bernays descriveva il pubblico come ‘un gregge che ha bisogno di venire guidato’. E questo pensare da gregge rende la gente ‘ben disposta verso la classe dirigente’. Bernays fu sempre fedele al suo assioma fondamentale: ‘controlla le masse senza che esse se lo sappiano’. Le PR riscontrano i loro miglior successi con la gente quando non sa che sta venendo manipolata. Stauber descrive il fondamento logico di Bernays così: ‘La manipolazione scientifica dell’opinione pubblica è necessaria per superare il caos ed il conflitto in una società democratica’ (Trust Us, p. 42). Questi primi persuasori di massa pretendevano di svolgere un servizio morale per tutta l’umanità: la democrazia era troppo buona per la gente – era il loro concetto – si doveva dire loro cosa pensare, perché da soli non erano in grado di pensare razionalmente.

Quello che segue è un paragrafo del libro ‘Propaganda’ di Bernays: ‘Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuol vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita. Sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento della masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone’” (in ibid., pp. 13-14). Verissimo!

Ancora:

“Bernays credeva che solo pochi possedevano la necessaria perspicacia per vedere la Grande Visione così che venisse loro affidata la sacra missione. E, fortunatamente, si vide come uno dei pochi” (ibid., p. 14). Su questo punto, Bernays non errava affatto. Solo pochi hanno la “Grande Visione”, insomma possono far parte di quel “relativamente ristretto numero di persone” del quale parlava nel suo libro, “Propaganda”. Istituendo il “mondo delle masse”, fatalmente la “democrazia”, qualsiasi cosa si voglia intendere con tale termine, si apre alla manipolazione di chi ha il potere di controllare l’opinione, che è il nocciolo; e tale numero di manipolatori avrà due caratteristiche: 1) sarà composto di relativamente poche persone, quelle che possono aver accesso ai mezzi necessari; 2) tale gruppo non può essere in alcun modo “casuale” all’interno di una società qualsivoglia. Su tutto questo, dunque, Bernays aveva ragione. Concordo, con la differenza che non faccia affatto parte di quei “pochi”, bensì dei “molti”…

Va, comunque, sottolineato che questi primi “persuasori occulti” erano molto ma molto più sinceri riguardo alle loro finalità di quelli che son venuti dopo. Le finalità e le basi ideologiche vi eran dette apertamente.

Tre, per Bernays, erano i mezzi delle PR. Il primo era far accreditare una tesi da una parte “terza”, possibilmente – apparentemente – “neutrale”. Secondo punto, era quello di diffondere notizie preconfezionate. Fu Bernays ad inventare il “Comunicato Stampa”, oggi diffusissimo per ogni dove. Infine, last but not least, anzi decisivo, il linguaggio (ed è qui che lui applicò l’idea freudiana dell’“associazione mentale” alla persuasione di massa).

“L’emergenza che non c’era”

Tre video sulla cosiddetta “emergenza” rifiuti, peraltro calmierata al momento, ma non terminata:



Meditate gente, meditate …

“Crollo in Borsa”

Il crollo in Borsa di ieri ricorda quello del 1987, con la differenza che le possibilità di “aggiustamento” sono ancor più ridotte di allora. Non vi sono i paesi dell’ex blocco sovietico dove poter espandersi.

Ma sono vent’anni che si è in una sorta di “blocco”, da rimuoversi, cominciando con il rimuovere le associazioni mentali che sono state colpevolmente “accettate”. “Suggestione accettata” è una tecnica d’ipnosi. E’ come se, dalla metà degli anni Ottanta ad oggi, si sia entrati in un tunnel.

Diceva Jean Baudrillard (in: “La sinistra divina”, Feltrinelli 1986, ed. fr. 1985) che l’accelerazione sistemica, in atto da quegli anni, era come quando la ruota va velocissimo: sembra star ferma. Beh, ora la ruota si deve fermare!

E’ una cosa grossa.

Si apre una fase in cui la “Grande Irrazionalità”, come la chiama l’astrologo Robert Wilson, picchierà giù duro.
Astrologicamente, direi decisiva sarà la dissonanza tra Plutone in Capricorno ed Urano che andrà in Ariete fra due anni.

Quello sarà il momento decisivo.

Lotta tra un sistema in crisi esiziale, ma che si difenderà divenendo sempre più autoritario – le transazioni saranno controllate, fra due anni avremo le impronte digitali sulla carta d’identità, ecc. ecc. – e la spinta verso un ritorno ale tematiche – cosiddette “Anni Sessanta” – propiziata da Urano in Ariete.

Dunque, comunitarismo, consumo indipendente, ecc. ecc.

Questo il “clima” che ci attende.

Ora, sarebbe importante iniziare a costruire una rete di relazioni in vista della costruzione di possibili vie di uscita da questo stallo. Quindi, porre in relazione le diverse visioni e pratiche volte verso comunitarismo, consumo indipendente, produzione autoinoma di energia, ecc. ecc. E tutto ciò, se possibile, su scala la più vasta.

Questo credo sia interessante iniziare, solo iniziare, a fare, già da oggi, già da ora.

Perché la via verso la fine della “Grande Prostituta di Babylonia”, la fine del systema finanziario mondiale così come lo conosciamo oggi, è tracciata. Voluta da quelli stessi che lo hanno costruito (il systema finanziario).

Perché questa fine per loro è il modo necessario per poter esercitare una forma di controllo sempre maggiore. Difatti, è chiaro che – di fornte a tanta cosiddetta “volatilità” – diventi vitale che vi siano sempre maggiori e più potenti strumenti di controllo.

“Grossi massi” in Parlamento

“Se avete votato, probabilmente, nell’80/90% dei casi avete dato il vostro voto ad un massone, ovvero ad una persona che ha fatto un giuramento segreto, che sovrasta o annulla la possibilità di operare veramente a servizio della comunità”.

Dal blog di Antonella Randazzo, link:

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/09/massoni-in-parlamento.html

Gatekeeping

DI ANTONELLA RANDAZZO

Letteralmente il termine “Gatekeeping” significa “la custodia al cancello”, ovvero la possibilità di esercitare un controllo attraverso criteri che favoriscono alcune notizie su altre.
In termini professionali il gatekeeping comprenderebbe “tutte le forme di controllo dell’informazione che possono determinarsi nelle decisioni circa la codificazione dei messaggi, la diffusione, la programmazione, l’esclusione di tutto il messaggio o di sue componenti… le esigenze organizzativo-strutturali e le caratteristiche tecnico-espressive di ogni mezzo di comunicazione di massa (in quanto) elementi cruciali nel determinare la rappresentazione della realtà sociale fornita dai media”.(1) 
Già negli anni Cinquanta lo psicologo Kurt Lewin sosteneva l’esistenza di giornalisti gatekeepers, che decidevano quali notizie dare e quali no. 

Generalizzando possiamo considerare gatekeepers tutti coloro che, pur parlando ad un pubblico ampio attraverso i media, si astengono dal dire alcune verità importanti.Si tratta, in parole semplici, di agire in modo tale da far rispettare i limiti informativi imposti dal sistema. 
Il gatekeeper dunque è colui che subisce pressioni e condizionamenti che lo inducono a comportarsi in un certo modo, facendo prevalere logiche diverse rispetto alla vera informazione. Oppure colui che sceglie di sostenere il sistema evitando di parlare di alcune verità che potrebbero demolirlo.

Si dice che il giornalismo attuale è come un “guardiano del potere”, ovvero esso sostiene il potere nel non far trapelare verità scomode e utilizza tecniche per impedire una vera presa di coscienza dei cittadini sulla realtà finanziaria, politica, economica e mediatica. Si cerca persino di addolcire tutto questo facendo diventare l’informazione uno spettacolo attraente, emozionante oppure raccapricciante, ma comunque sempre emotivamente “forte” e quanto possibile spettacolare. 
Gli obiettivi principali sarebbero la disinformazione, la distrazione e il condizionamento necessario per non mettere in pericolo il sistema. Spiega il giornalista Ignacio Ramonet: (Il telegiornale) “è strutturato per distrarre, non per informare… la successione di notizie brevi e frammentate ha un duplice effetto di sovrinformazione e di disinformazione: troppe notizie e troppo brevi… pensare di informarsi senza sforzo è un’illusione vicina al mito della pubblicità più che all’impegno civico”.(2) 

Oltre ai giornalisti, possono assumere il ruolo di gatekeepers anche scrittori, opinionisti, intellettuali, scienziati, politici, ecc.
Le persone comuni basano le loro conoscenze fondamentali su ciò che gli “esperti” dicono loro, e questo potrà intralciare una possibile futura conoscenza dei fatti veri. “Se non l’hanno detto in quella tal trasmissione televisiva allora vuol dire che potrebbe non essere vero”, oppure “Se non l’ha detto il professor tal dei tali, allora non può essere vero, sennò l’avrebbe detto”. Queste frasi riassumono il potere e l’influenza esercitata dai gatekeepers presentati dai media come “esperti” su ciò che le persone crederanno.
Potrebbero esistere tre tipi di gatekeepers: quelli del tutto inconsapevoli di esserlo, quelli che agiscono come tali per timore di perdere privilegi o il posto di lavoro, e quelli consapevoli di esserlo, avendolo scelto liberamente, ritenendo giusto esserlo.

Per quanto riguarda il primo caso, vi appartengono alcune persone che possono anche essere erudite, ma sono condizionate dal sistema a tal punto da non riuscire a ragionare fuori dalle sue logiche. Per uscire dal condizionamento del sistema occorre impegno e sforzo, che non tutti attuano.
Ad esempio, questi gatekeepers credono che le autorità statunitensi siano il male minore rispetto al “terrorismo”, che le autorità italiane non siano corrotte ma autorevoli, o che la corruzione politica costituisca un’eccezione. Evidentemente, queste persone rimangono ancorate all’idea che il sistema sia fondamentalmente “buono”, anche se ammettono che esso possa avere difetti o aspetti che generano problemi. Dunque, questi gatekeepers ammettono problemi come il precariato, la disoccupazione, la corruzione o i problemi economici, ma li attribuiscono a fattori non prevedibili e non controllabili, accettando dunque la difficoltà a risolverli, ma mantenendo, paradossalmente, un ottimismo di fondo, che deriva dal non ammettere il marciume che il sistema presenta alla radice. 
In altre parole, queste persone conservano un’idealizzazione del sistema, e rimangono fataliste circa la vera origine dei problemi e la loro soluzione. Esse rimangono agli aspetti relativi alla punta dell’iceberg, ignorando o negando l’esistenza di alcune realtà fondamentali. 

Dunque queste persone, immerse nella non-consapevolezza, esprimono opinioni e concetti che sono utili al sistema, e non svolgeranno mai un ruolo di contrasto o di disturbo. Per questo motivo esse potranno fare carriera nel loro settore e saranno ben accolte negli ambienti di regime. Tuttavia saranno sempre osservate con attenzione, poiché, qualora subodorassero la verità o capissero alcuni aspetti del sistema, potrebbero smettere di esercitare la funzione di gatekeeping, e in tal caso sarebbero messe ai margini, o comunque non potrebbero più ricoprire ruoli di rilievo nel panorama mediatico. 
A questa categoria potrebbe appartenere, ad esempio, la docente universitaria Laura Boella, che nel suo libro “Neuroetica” sostiene che le tecniche eugenetiche siano state applicate soltanto dalla Germania nazista (3), ignorando che in realtà esse furono adottate dagli Stati Uniti e da altri paesi europei (a questo proposito si veda http://antonellarandazzo.blogspot.com/2 … o-dei.html).
Evidentemente, la Boella fa le sue considerazioni sulla base di ciò che viene detto nei canali ufficiali, poiché delle tecniche eugenetiche praticate dalle autorità statunitensi o svedesi si parla quasi esclusivamente su pubblicazioni di piccole case editrici, che hanno una modesta diffusione, o su Internet. Inoltre, la Boella, nel suddetto libro, analizza casi di microcriminalità, affrontando il problema della morale, ma non fa alcun cenno agli impulsi criminali mostruosi degli attuali stegocrati. (4) Il criminale comune può uccidere poche persone, mentre gli stegocrati commettono veri e propri genocidi in molte parti del mondo, eppure non vengono mai considerati dai docenti universitari che si occupano di morale o criminalità. Nei testi accademici c’è spesso un illustre assente: il nucleo di potere centrale che crea il sistema e lo alimenta, difendendolo anche con le guerre e i massacri. 
Evidentemente, questi studiosi si attengono al “territorio” all’interno del quale si sono mossi i loro insegnanti cattedratici, e dunque essi stessi continuano ad esaminare le questioni all’interno dei medesimi parametri, diventando “guardiani del potere”, ovvero gatekeepers, in quanto non considerano ciò che potrebbe mettere in pericolo il sistema di potere.
Questo tipo di gatekeepers potrebbe essere destinato a scomparire, poiché sarà sempre più difficile non capire i paradossi del sistema, dato che su Internet ormai da tempo circolano numerose notizie supportate dai fatti, sui crimini delle autorità occidentali e sui paradossi del sistema. 

Nel secondo caso abbiamo persone che possono comprendere i crimini del sistema ma fanno ragionamenti opportunistici o motivati dalla paura di perdere il lavoro o altri vantaggi. In tal caso si tratta di persone che si adattano al sistema pur accorgendosi che esso presenta aspetti iniqui. Queste persone si autocensurano, e coltivano la capacità di escludere argomenti scomodi o non graditi ai “padroni”.
Lo stesso Montanelli denunciava l’autocensura dei giornalisti di regime. Negli anni Sessanta scriveva sull’”Europeo”:
“La maggior parte dei giornalisti, quando compongono un articolo, lo fanno interrogando la censura. Quale? Quella che hanno in corpo da secoli e di cui ormai non riescono a fare a meno”. (5)

Montanelli tralasciava di dire che esistono anche giornalisti che non intendono autocensurarsi, che vengono estromessi dai canali di regime, oppure messi nelle condizioni di non nuocere. Ovviamente i ruoli migliori e di prestigio vengono dati a coloro che si autocensurano e che hanno l’abilità di non darlo a vedere. 

Nel terzo caso troviamo persone ben adattate al sistema consapevolmente, che ritengono necessario l’uso della forza per dirimere i problemi, oppure che accettano l’egemonia statunitense come “naturale”, avendo l’idea che la realtà debba sempre essere determinata dal più forte. Evidentemente, queste persone hanno tali “valori” impliciti nella loro mentalità, e li esprimono direttamente o indirettamente, rendendo le argomentazioni quanto più possibile accettabili. Di solito queste persone raggiungono una notevole popolarità, e i loro libri o articoli vengono il più possibile divulgati, in modo tale che esse possano influenzare quante più persone possibile.
Esse svolgono un ruolo importantissimo convincendo molti dell’impossibilità di cambiare sistema.

Da alcuni anni negli Usa e in Europa si parla di “left gatekeepers” ad intendere personaggi, scrittori, intellettuali e giornalisti anche di fama mondiale, che agirebbero per conto delle “sinistre” politiche, al fine di denunciare, in modo non pericoloso per il sistema, alcuni crimini delle corporations, senza però andare a smascherare completamente il gruppo di potere. Si tratterebbe di persone che devono apparire degne di fiducia per assolvere il compito di canalizzare il malcontento o i sospetti dei cittadini in modo non nocivo all’assetto di potere. Questi gatekeepers possono essere riconosciuti dal fatto che non sollevano, ad esempio, il problema del potere della Federal Reserve o della Bce, e non condannano l’intero sistema. Di solito questi personaggi trattano i problemi come se si trattasse semplicemente di schierarsi (pro o contro, a destra o a sinistra), anziché capire a fondo la realtà. 
I “left gatekeepers” sarebbero indispensabili poiché è proprio il cittadino più critico a dover essere tenuto sotto controllo da personaggi che appaiono come lui, ma che di fatto propongono una percezione della realtà che non minaccia affatto l’assetto di potere. In altre parole, il sistema ha oggi bisogno di creare gli stessi dissidenti o intellettuali critici, affinché i cittadini più attenti non si rivolgano ai veri dissidenti, tenuti ai margini della realtà mediatica. Questi gatekeepers fungono da esche, per tenere ancorate al sistema persone che altrimenti se ne allontanerebbero pericolosamente. 

I metodi dei gatekeepers possono essere sottili, anche se tali personaggi potrebbero facilmente essere riconosciuti dall’assenza nei loro discorsi di argomenti scottanti che smascherano il sistema, come la corruzione delle autorità o le repressioni degli eserciti occidentali.
Alcuni gatekeepers potrebbero trattare questi argomenti in modo marginale, mistificato o addirittura dicendo menzogne, come ad esempio che gli eserciti occidentali fanno “missioni” di pace o che il sistema partitico tutela la democrazia e quindi impedisce la dittatura.

Alcuni gatekeepers possono trattare argomenti che preoccupano i cittadini, ma lo faranno in modo parziale. E’ il caso del personaggio assai inquietante Berlusconi, che nel nostro paese si è posto in modo ambiguo e truffaldino, facendo credere di essersi arricchito perché capace nell’imprenditoria, mentre in realtà dietro la sua storia tutti sanno che ci sono aspetti poco chiari, che lo vedono legato ad ambienti mafiosi e massonici. La sua storia è stata raccontata da Marco Travaglio e da altri, che però non hanno messo in luce che egli aveva un ruolo preciso nel sistema, che era quello di evitare che in un paese come l’Italia, che da sempre preoccupa i colonizzatori anglo-americani, ci fosse il pericolo del mancato controllo della TV e di altri importanti media. 
E’ ovvio che se un personaggio come Berlusconi poteva acquisire nel giro di pochi anni un potere talmente elevato da condizionare gli italiani con le sue TV, era perché il sistema glielo permetteva, anzi, traeva dal suo ruolo enormi vantaggi in fatto di controllo della popolazione. 
L’Italia degli anni Settanta non era piaciuta affatto all’impero statunitense, che attraverso la strategia della tensione aveva fatto di tutto per piegare le lotte popolari che miravano ad ulteriori miglioramenti lavorativi ed economici, che gli stegocrati non erano disposti a concedere. 

Occorre considerare che molti gatekeepers utilizzano tecniche emotive per generare fiducia e ottenere credibilità. Come scrivono gli studiosi Anthony R. Pratkanis e Elliot Aronson: “Un propagandista non si fa scrupolo di sfruttare il nostro senso di insicurezza, di evocare le nostre paure più profonde o di offrire false speranze… l’obiettivo diventa dimostrarsi superiori e giusti, non importa come”.(6) 
Possono essere utilizzate critiche verso gli stessi personaggi di regime. Ad esempio, Berlusconi è stato utilizzato dai gatekeepers pagati dalla “sinistra” per diffondere lo spauracchio del “piccolo” despota.
Sono stati assoldati gatekeepers per fare in modo che il personaggio apparisse nei suoi peggiori aspetti (non era certo difficile trovarli). In questo caso si volevano far apparire migliori i politici di sinistra, rispetto ad un personaggio assai discutibile. 
Questo metodo favorì la vittoria di Prodi nel 2006, e gli italiani ebbero modo di rendersi conto di quanto poco democratico fosse anche Prodi.
Anche oggi le sinistre usano lo spauracchio Berlusconi per non far vedere che il sistema partitico, essendo manipolato dall’alto, non può che produrre esiti antidemocratici, a prescindere dal personaggio che vincerà le elezioni. In altre parole, in tutti i casi, non saranno tenuti in gran conto gli interessi dei comuni cittadini, ma soltanto quelli delle banche, delle grandi corporation e delle autorità che controllano il nostro paese. 

Per capire veramente il fenomeno Berlusconi bisognerebbe capire cosa accadde negli anni Settanta, periodo in cui molti lavoratori protestavano per l’uso autoritario del mezzo televisivo, essendo consapevoli del potere che esso dava. 
Negli anni Settanta si parlò di “crisi della televisione”, ad intendere le numerose critiche e auspici di riforma avanzati alla TV di Stato. Si criticava l’uso autoritario del mezzo televisivo, che privava la società civile di prenderne parte e di avere potere decisionale sui programmi. Si denunciava la strumentalizzazione del mezzo da parte della classe egemone, che lo utilizzava per rafforzare il proprio potere e per passivizzare i cittadini. Molti autori, auspicando un uso “democratico” del mezzo, denunciarono l’uso verticale della TV, e che i cittadini comuni non potevano usarla per le loro esigenze, dovendo subire una programmazione fatta dalle autorità, a difesa del sistema di potere.
Ad esempio, scriveva il giornalista Giovanni Cesareo:
“L’accentramento (della TV) … è totale… sarebbe stato possibile instaurare collegamenti fissi con qualsiasi luogo… Le reti televisive sarebbero diventate… reti di comunità… Nei fatti, oggi, la ‘circolarità’ della comunicazione televisiva è una ‘circolarità’ interna, che, semmai, si apre ai centri di potere o ad alcuni luoghi ove si svolgono spettacoli e manifestazioni sportive… La televisione… è stata ridotta a mezzo di distribuzione a senso unico di messaggi ‘autoritari’… Sappiamo anche… che in questi ultimi anni in Italia si sono avite numerose manifestazioni operaie contro la RAI-TV; si sono avuti agitazioni e scioperi dei dipendenti dell’azienda radiotelevisiva; si è accentuata, in linea generale, la critica nei confronti della programmazione televisiva… le ‘idee dominanti’ permeano anche i programmi di evasione… le classi oppresse sono costrette a vivere e a muoversi in un sistema sociale che impone le sue leggi.”(7) 

Anche i sindacati auspicavano una riforma della televisione. In un documento scritto da un gruppo di lavoro CGL-CISL-UIL, titolato “Appunti per la riforma della RAI-TV”, si legge:
“L’ente RAI-TV, pur mantenendo il suo carattere nazionale, deve prevedere ampie ed autonome articolazioni al fine di garantire la massima partecipazione dei lavoratori, delle loro organizzazioni, delle associazioni culturali e ricreative, nella fase di ideazione e di realizzazione dei prodotti formativi e informativi”.(8) 

Per eliminare le proteste, occorreva creare un nuovo panorama televisivo, in cui il privato avrebbe avuto rilievo, e avrebbe abbassato il livello qualitativo dei programmi, spazzando via definitivamente la velleità popolare di poter avere voce in capitolo all’interno di un mass media così importante come la TV.

Prima che si imponesse Berlusconi in Italia, come racconta lo scrittore Lawrence K. Grossman, ci furono diversi altri casi di personaggi simili, alcuni dei quali raggiunsero il “successo” con mezzi analoghi. Ad esempio, negli Usa, dagli anni Ottanta, il miliardario Ross Perot utilizzò le stesse tecniche di Berlusconi, candidandosi e criticando la “vecchia” politica, facendo frequenti apparizioni in diversi programmi televisivi, e mostrandosi talvolta in comizi allegri come feste e in bagni di folla. Nonostante Perot non fosse riuscito ad avere una lunga carriera politica, il suo modello fu seguito da molti. Racconta Grossman: “Berlusconi… ebbe un enorme vantaggio rispetto a Perot, in quanto utilizzò per autopromuoversi, contemporaneamente e al massimo, le tre maggiori televisioni commerciali italiane, alcuni importanti quotidiani e periodici, nonché una grande concessionaria di pubblicità, tutti di sua proprietà”.(9) 
Anche in Brasile si ebbe un caso analogo, il proprietario di un impero mediatico, Roberto Marinho, utilizzò il suo potere per condizionare politicamente addirittura attraverso un gruppo parlamentare.(10) 
Concentrare i media nelle mani di pochi è utile per poterli meglio controllare, concedendoli a persone di “fiducia”, veri paladini nella difesa del sistema.

In sintesi, Berlusconi è come un tassello che andrebbe inserito nel puzzle per poterne comprendere appieno il significato. Rimanere nel dettaglio e continuare a dissertare sul personaggio dicendo “non sottovalutiamolo”, o “stiamo attenti a lui”, significa perlomeno trascurare quegli aspetti gravissimi del sistema che hanno creato tale personaggio e lo usano per determinati scopi. In altre parole, il gatekeeper vi potrà raccontare per filo e per segno tutte le magagne di Berlusconi o di altri infimi personaggi, ma eviterà accuratamente di estendere il discorso alla creazione di tali personaggi, affinché non comprendiate il marcio che c’è alla radice del sistema e non risaliate agli stegocrati. 

Smascherare i gatekeepers può essere facile se non si è soggiogati ai meccanismi tipici della cultura di massa. Può essere difficile quando un determinato personaggio che svolge funzioni di gatekeeping raggiunge una notevole popolarità e ha i suoi “fans”, esercitando una certa suggestione e influenza.
In altre parole, se c’è l’effetto “interazione parasociale” (IPS) (si veda a questo proposito http://antonellarandazzo.blogspot.com/2 … atici.html ), risulterà più difficile smascherare il gatekeeper. 
L’effetto IPS crea un legame emotivo con il personaggio mediatico, basato sull’immagine creata dai media, e sulla fiducia suscitata dal gatekeeper. 
E’ ovvio che la persona comune non sospetterà di un personaggio che, ad esempio, si propone come colui che svela gli inghippi del potere, e critica aspramente i politici. In tal caso si crea fiducia, e dato che il sistema potenzierà una notevole disinformazione, molti non si accorgeranno dell’inganno. 
L’effetto IPS fa dimenticare che le persone che appaiono spesso sui media non possono essere veramente “nemici” del sistema, in quanto personaggi ospitati da chi regge le fila della realtà mediatica. In altre parole, sarebbe assurdo ritenere che coloro che spendono miliardi di euro per tenere sotto controllo l’opinione pubblica tramite i mass media, poi facciano l’errore grossolano di dare importanza mediatica a chi ostacola il loro potere. Essi sanno benissimo quanto è importante ciò che appare nei media. E’ chiaro che tutti i personaggi che hanno particolare rilievo positivo sui media di massa sono in realtà gatekeepers. Per verificarlo con certezza si deve semplicemente ascoltare attentamente quello che dicono e fare la “lista” di quello che non dicono o che mistificano. E’ chiaro che più si è informati correttamente e più si è capaci di smascherare i gatekeepers, e viceversa, meno si è al corrente dei fatti e più si dà fiducia ai gatekeepers. 

Un metodo molto utilizzato dai gatekeepers è quello di trattare argomenti che fungeranno da distrazione rispetto alle vere questioni politiche o economiche. Ad esempio, possono parlare dell’amante di Berlusconi, o di argomenti che vedono polemiche e litigi fra “destra” e “sinistra”, ma non parleranno di ciò che il governo non sta facendo per tutelare la salute dei lavoratori, o i cittadini dall’aumento delle bollette e dei generi di prima necessità.
Parlando delle beghe politiche non parleranno, ad esempio, di come sta procedendo il piano degli stegocrati di creare una dittatura mondiale. I media occidentali non hanno mai parlato dell’accordo fatto nel 2005 dalle autorità statunitensi, canadesi e messicane per unificare politicamente, economicamente e finanziariamente i loro paesi, facendo nascere l’Unione Nordamericana. Ciò farebbe parte del cosiddetto “Nuovo ordine mondiale” che prevederebbe l’unificazione finale fra Unione Europea, Unione Africana, Unione Asiatica e Unione Nordamericana, sotto un unico governo. Ovviamente, nessun gatekeeper ve ne parlerà mai, anzi, essi cercheranno di negare o ridicolizzare ogni aspetto scomodo del sistema quando verrà a galla. Sarebbero capaci di negare persino l’evidenza, e accusare non chi crea il sistema criminale, ma chi lo svela. Fanno passare per fanatici o bizzarri tutti coloro che sollevano verità scomode. 

Alcuni argomenti di cui i gatekeepers non parlano (e quando vengono rivolte loro domande su questi argomenti tendono a denigrare chi solleva tali problemi definendoli “complottisti”, “fanatici”, o facendoli passare per persone esageratamente diffidenti) sono:

- Progetto stegocratico di una dittatura globale con un unico centro di potere.
- Signoraggio.
- Verità sull’11 settembre.
- Repressioni attuate dagli eserciti occidentali nei paesi del Terzo Mondo.
- Vero significato del termine “terrorismo” (vedi a questo proposito http://www.disinformazione.it/significa … orismo.htm ).
- Scie chimiche.
- Sistemi dittatoriali creati e controllati dalle autorità statunitensi.
- Vero volto degli organismi internazionali (FMI, BM. ecc.).
- Verità sullo Stato d’Israele.
- Verità sulla condizione coloniale dell’Italia.
- Verità sui legami fra mafia e autorità statunitensi.
- Vera autodeterminazione dei popoli.
- Tecniche di controllo mentale per evitare che il sistema possa essere minacciato.
- Crimini dei cartelli farmaceutici.
- Uso criminale della Scienza e della produzione alimentare.

Se non vi dicono la verità su questi argomenti, per quanto possano sembrare onesti, si tratta senza dubbio di gatekeepers.
L’unico modo per difendersi da questo fenomeno è quello di cercare per quanto possibile di informarsi correttamente e di dubitare di qualsiasi personaggio che gode di un certo rilievo mediatico, potendo appurare che egli apparirà reticente sulle sopraelencate questioni. 

Antonella Randazzo
Fonte: http://antonellarandazzo.blogspot.com/
Link: http://antonellarandazzo.blogspot.com/2 … epers.html
22.08.08 

Articoli correlati:
http://www.disinformazione.it/manipolaz … inione.htm
http://antonellarandazzo.blogspot.com/2 … varie.html
http://antonellarandazzo.blogspot.com/2 … atici.html

NOTE

1) Wolf Mauro, “Teorie delle comunicazioni di massa”, Bompiani, Milano 1995, p. 152.
2) Cit. Morresi Enrico, “Etica della notizia”, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2003, p. 182.
3) Boella Laura, “Neuroetica”, Raffaello Cortina Editore, Milano 2008, p. 17.
4) Per capire il termine “stegocrate” si veda http://antonellarandazzo.blogspot.com/2 … ma-il.html
5) Cit. Murialdi Paolo, “La stampa italiana dalla liberazione alla crisi di fine secolo”, Laterza, Bari 2003, p. 154.
6) Pratkanis Anthony R., Aronson Elliot, “L’età della propaganda”, Il Mulino, Bologna 2003, p.100.
7) Cesareo Giovanni, “La televisione sprecata”, Feltrinelli, Milano 1974, pp. 16-149.
8) Cesareo Giovanni, op. cit., p. 35.
9) Grossman Lawrence K., “La Repubblica elettronica”, Editori Riuniti, Roma 1997, pp. 26-27.
10) A questo proposito si veda: http://www.monde-diplomatique.it/LeMond … olo=Libertà%20di%20stampa,%20censura%20del%20denaro

DECALOGO: I 10 COMANDAMENTI DELLA DECRESCITA

Eco-nomia = De-crescita

Qualunque cosa facciano il Sistema, le grandi imprese, i media, gli Stati, le istituzioni internazionali, gli eserciti… noi possiamo rispondere con la democrazia diretta: forme di vita e di consumo libere da globalizzazione e sviluppo economico.

1. Alimentazione.
Consumate tutti i prodotti selvatici che potete e raccoglieteli voi stessi con metodi conservativi. Consumate tutti gli alimenti autoprodotti che potete. Fate in modo che gli alimenti siano biologici, locali, artigianali… Se non avete l’orto né possibilità di averne uno, associatevi a una cooperativa, piantate sul terrazzo di casa, proteggete il piccolo commercio e le reti locali, comprate direttamente da agricoltori e fattori. Se potete, fate lo yogurt, il pane, i dolci… Rifiutate i prodotti delle grandi marche convenzionali, la modificazione genetica, gli alimenti molto pubblicizzati in televisione, il cibo spazzatura… Ringraziate per gli alimenti che mangiate ogni giorno. Diminuite più che potete l’ingestione di proteine animali, molto cara ecologicamente parlando. Consumate i prodotti di stagione. Cucinate a fuoco lento. Evitate il cibo precotto. Conservate e/o proteggete le ricette, le varietà e le tradizioni locali. Nell’India Vedica, il cuoco ricopriva una posizione sociale importante quasi quanto quella di un brahamani o di un medico.

2. Società.
Mantenete unita la vostra famiglia. Tessete alleanze con i vicini, con i genitori dei compagni di scuola dei vostri figli (se vanno a scuola), con i colleghi di lavoro, con tutta la comunità e soprattutto con i familiari più stretti e lontani e con i vostri amici. Associatevi a cooperative, spacci, reti di consumo locale… Proteggete il piccolo commercio e le eco-nomie locali, gli artigiani e gli agricoltori locali. Promuovete il modello di società mediterranea, cordiale, semplice. È ecologico, salutare e dona il buon umore.

3. Energia.
Risparmiate tutta l’energia possibile. Riciclate energia. Cercate di fare un uso efficiente dell’energia. Traete il miglior profitto dall’energia che utilizzate. Consumate, nella misura delle vostre possibilità, energia che provenga da fonti rinnovabili. Investite, nella misura delle vostre possibilità, in fonti energetiche rinnovabili. Diffondete, nella misura delle vostre possibilità, le fonti energetiche rinnovabili al lavoro, a casa e nei centri di studi…

4. Cultura.
Fuggite dall’omogeneizzazione culturale globale e dall’impero anglosassone (e da qualunque altro impero). Siate creativi, partecipativi. Non siate meri spettatori passivi. Proteggete le culture autoctone, le lingue locali, la cultura rurale, i segni culturali distintivi di ogni popolazione (sia rurale o urbana)… Proteggete le radici, il passato, le differenze, la biodiversità culturale… senza fanatismi. Proteggete gli artisti locali e le piccole industrie culturali di ogni zona. Disprezzate la clonazione culturale, sterile e di cattivo gusto. Dalí disse: ˝Solo l’ultralocale può diventare universale”. La cultura locale, l’arte in famiglia, le tradizioni proprie… favoriscono l’identità. Senza identità e senza rispetto per il proprio passato (attenzione, non confondetevi con le mentalità chiuse), nessuno è niente. Rispettate le culture orali. Diffidate dei sistemi culturali verticali. Ricordate che dall’università sono uscite milioni e milioni di persone che hanno attentato contro l’uomo e la Natura (e alcuni/e studiosi/e stimati/e).

5. Denaro e consumo.
Disprezzate l’usura. Disprezzate la speculazione. Favorite l’eco-nomia. Cercate di non utilizzare denaro elettronico. Incentivate il prezzo equo, il baratto, lo scambio, le monete alternative, i prodotti verdi… Disprezzate le modalità di pagamento posticipato. Evitate lo Stato e le sue tasse più che potete perché la maggior parte di quel denaro non viene utilizzato per fini sociali ma per proteggere lo Stato stesso, l’esercito… Praticate la disobbedienza fiscale ogni volta che potete. Se vi avanzano dei soldi, per qualunque ragione, condivideteli: una volta soddisfatti i bisogni personali, ciò che non si dà… si perde. Evitate il consumo superfluo, compulsivo e inutile. In questo modo evitate di sprecare energia, di produrre rifiuti e di perpetuare il Sistema… Fate in modo che il vostro consumo tenga sempre in considerazione i criteri ambientali, sociali, etici…

6. Lavoro.
Fate in modo che il vostro lavoro sia lecito. Ovvero, che abbia il minimo impatto possibile sulla Natura e che non implichi il maltrattamento o il disprezzo di altri esseri viventi, incluso l’essere umano. Fate in modo che il vostro lavoro sia il più verde possibile. Fate in modo che vi lasci tempo libero a sufficienza per progredire spiritualmente, emozionalmente… e per dedicarvi alla famiglia e alle attività che ritenete opportune, siano esse artistiche o sociali… Fuggite dai lavori che fomentano l’usura e la speculazione, il commercio disonesto, lo spreco e il consumo compulsivo, l’inganno al consumatore, la globalizzazione… I lavori artigianali, locali, a dimensione umana, sono lavori che fomentano l’eco-nomia. Se hanno a che vedere con l’agricoltura biologica, le energie rinnovabili, la rilocalizzazione dell’economia, la salute naturale, l’unione della comunità… meglio. Fate in modo che il vostro lavoro non metta mai in pericolo l’esistenza delle generazioni future.

7. Salute.
La salute è equilibrio. Favorite il vostro equilibrio e quello della vostra famiglia. Sostenete una dieta e delle abitudini sane, un lavoro e una casa salubri, fuggite dallo stress e da tutte le situazioni che provocano confusione mentale e problemi inutili. Studiate le forme di salute tradizionali, perché vi serviranno. Autogestite la vostra salute e quella della vostra famiglia fin dove vi è possibile. Considerate il mondo della salute come un tutto olistico, che include la dieta, le questioni ambientali, il luogo in cui abitate, il lavoro, il mondo spirituale, la famiglia… Fuggite da ogni tipo di aggressione. La medicina allopatica può avere i suoi lati positivi, a cui si può ricorrere in momenti determinati, ad esempio la diagnosi.. Anche la morte fa parte della vita.

8. Politica.
La politica attuale e in generale, salvo eccezioni, tutto il sistema politico… vive agli antipodi della decrescita economica. Ci sono partiti più o meno sensibili ai problemi ambientali e/o sociali, ma, la maggior parte di essi non si azzarda a mettere in questione il modello attuale di sviluppo economico. Al massimo, parla di una descrescita sostenibile; ma, il problema è che la crescita e la sostenibilità sono, come sappiamo tutti, incompatibili. L’unica alternativa possibile è il bioregionalismo, che ha poco a che vedere con i partiti nazionalisti attuali, perché il bioregionalismo implica una decentralizzazione assoluta e radicale. Il modello sarebbe più vicino a un mondo organizzato su piccole regioni autogestite che a sistemi nazionalisti convenzionali.

9. Tecnologia.
La tecnologia non è neutrale. La tecnologia punta sullo sviluppo economico e sulla dittatura tecno-scientifica. La tecnologia e la scienza hanno creato una nuova religione, i cui dogmi sono “raccomandati” alla popolazione attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Evidentemente, nell’attualità, in un luogo come la Spagna, sarebbe molto difficile tornare a vivere di caccia, a raccogliere frutta dagli alberi e voltare completamente le spalle alla società tecnologica. Tuttavia, ci sono diversi livelli… di integrazione al mondo tecnologico. Attraverso determinate abitudini di consumo, di vita e scelte quotidiane, possiamo sabotare il mondo tecnologico e le imprese, gli stati, gli eserciti, le macchine… che stanno dietro di essi. Da un lato, senza arrivare a posizioni di luddismo radicale, conviene vivere il più lontano possibile dal sistema tecnologico, che distrugge la Natura e la società umana. E dall’altro, conviene favorire le tecnologie più artigianali, a dimensione umana, sottoposte a un controllo sociale, facile, accessibile e diretto. Senza bisogno di diventare degli Amish, è possibile indirizzare la nostra esistenza verso forme di vita meno dipendenti dal mondo tecnologico. O, almeno, dagli aspetti più demenziali e aberranti dell’universo tecnologico attuale.

10. Spiritualità.
Il futuro sarà spirituale o, semplicemente, non ci sarà futuro. Lo studio delle confessioni tradizionali che sono esistite su Gaia ci possono servire d’ispirazione. Questo gran cambiamento di paradigma che implica la decrescita economica è possibile solo nel segno di un cambiamento di paradigma olistico molto più profondo, che includa il mondo spirituale. È impossibile contenere i desideri e la propensione al consumismo, se parliamo di miliardi di persone, senza tener presente la saggezza che emana dai libri sacri e dalle culture orali delle diverse tradizioni del mondo (attenzione, non confondete la tradizione primordiale con guru da quattro soldi, né con le gerarchie ecclesiastiche più inclini alla forma che alla sostanza, né con tradizioni aberranti che non sono mai state consigliate da nessun santo). Ogni tradizione o maestro possiede virtù e metodi propri. Lì troviamo gli strumenti che dobbiamo comprendere e poi assimilare per andare verso una società dignitosa, giusta, libera e bella e in armonia con la Natura e il Cosmo. Nota importante: una vita a basso consumo non implica necessariamente una vita vuota spiritualmente ed emozionalmente ma, al contrario, la vita semplice porta, o può portare, a una vita spiritualmente più intensa nello stesso modo in cui il consumo compulsivo ha come obiettivo riempire il vuoto spirituale della società contemporanea.

Ecoattivisti

Fonte: www.theecologist.net

Commento all’ultimo articolo

Un commento all’articolo precedente: http://decrescitablog.wordpress.com/2008/07/29/la-fabbrica-degli-imbecilli/

Giustissimo questo puntualizzare rigurado alle tecniche di manipolazione della mente delle masse che prendono il nome, anchesso manipolato allo scopo di mascherarne le vere finalità, di “Pr”, Public relations.

“In questo periodo pieno di incertezze c’è un fenomeno che sta esplodendo, e il libro “The secret” di Rhonda Byrne è uno dei tanti esempi che potrei fare. In esso si parla della legge dell’attrazione, una delle capacità dell’essere spirituale, e il successo editoriale di questo libro dipende dal fatto che questa legge viene proposta per l’acquisizione di benessere materiale, ricchezza e potere. Leggilo o rileggilo tenendo presente quanto ho appena scritto e vedrai che, spogliato di tutto il contorno, il diventare ricchi è il fine proposto, anche se rivolto allo spirito, ma lo allontana dai suoi orizzonti e scopi primari, la consapevolezza del vero sé.

Non c’è niente di male nel diventare ricchi, (…) ma è diverso dal farne il proprio scopo [grassetto mio].

Molti hanno acquistato quel libro, io di libri ho la fortuna di riceverne in omaggio, ma non sono diventati né ricchi né potenti, e allora sono venuti alla ribalta una miriade di guru, che promettono di insegnare come usare la legge dell’attrazione, e spiegano che chi non ha successo è perché non ha “the secret of the secret”, the secret non basta e loro possono rivelarlo in sedute di gruppo o individuali.

Su quest’onda sono sorti facilitatori, maestri di vita, coach, angeli custodi, guide spirituali, ipnotizzatori e tutti promettono di fare diventare ricchi dopo un paio di seminari”.

La legge dell’attrazione è verissima, ma essa non è mai stata pensata allo scopo di “far diventare ricca la gente”, cosa, del resto, impossibile. essa è stata pensata allo scopo di rendere migliore la vita dela gente, cosicché attirino cose buone in luogo di cattive. Ora, ognuno sa che, anche dentro di sé, ci sono forze distruttive che attirano cose distruttive: cosa buona divenirne consapevoli per cambiare tutto ciò, cosa tra l’altro ben più difficile che agitare una bacchetta magica o schioccare due dita.

Scopo del “dupe”, allora, qual è: alterare le finalità. Modificare gli scopi delle cose. Si tratta, dunque, salvo il “dupe” ingenuo, di qualcosa di ben più consapevole di quel che potrebbe sembrare all’inizio.

A questo punto, occorrerebbe semplicemente far due più due quattro: E’ concepibile che questa sorta di manipolazione faccia capo non dico ad un solo ambiente però a pochi ambienti “consonanti” fra di loro? Ecco il quesito decisivo, vero.

La fabbrica degli imbecilli

La fabbrica degli imbecilli 
di Luciano Gianazza - tratto dal sito www.arnoldehret.it   

Il titolo non è un remake del detto: “La mamma degli imbecilli è sempre incinta”. 
Avendo comunque usato un termine così crudo, una premessa è doverosa. 
Nessuno deve sentire come indirizzato a sé il contenuto dell’articolo, non è a questo scopo per cui lo scrivo e dare dell’imbecille a qualcuno è l’ultima delle mie intenzioni. 
Una delle definizioni del termine della lingua italiana imbecille viene normalmente usata come insulto, dicasi di persona ritenuta poco intelligente, o che fa cose stupide. 
Quella a cui mi riferisco è in realtà un tentativo di tradurre una definizione particolare del termine della lingua inglese “dupe” difficilmente riscontrabile nei dizionari, che oltre a significare babbeo, gonzo, sempliciotto, stupido e appunto imbecille, ha un preciso significato che nientemeno è un prerequisito per la costituzione di un nuovo ordine mondiale, con tanto di cultura globale piatta piatta, livellata, unificata. 

Il Dupe 
La definizione è spesso omessa nei dizionari, ma molto frequentemente usata colloquialmente, e mai in comunicati scritti, negli ambienti delle PR, del Marketing e della Propaganda. E’ un termine per gli addetti ai lavori nato prima negli Stati Uniti e poi diffuso a livello internazionale a seguito della globalizzazione in atto sul pianeta. 

Dupe: Un individuo che stato fatto diventare fautore di insiemi di concetti prefabbricati, consapevolmente quando il dupe agisce per vantaggio personale, oppure senza che ne sia consapevole, acquisendo la sua fiducia cieca e approvazione incondizionata con artifici e menzogne credibili o spin*, o con l’aiuto di prove indotte, generalmente false o per lo meno ambigue e contorte. 

*Spin: una particolare interpretazione di fatti o eventi, non necessariamente veritiera (come quelle usate dai politici per influenzare “l’opinione pubblica”) 

Spin doctor: 
una persona delle pubbliche relazioni che cerca di contrastare pubblicità sfavorevole fornendo una interpretazione favorevole di parole o azioni di una società, di un politico o di una persona famosa. Gli argomenti promossi a difesa possono essere anche completamente falsi. 
Il dupe è uno strumento necessario per la diffusione di una linea ideologica, di mercato o politica, oltre che per creare un pubblico favorevole per il raggiungimento di fini specifici. 
Il dupe o imbecille, nel gergo di quegli ambienti, è un ruolo, una parte in cui vengono fatte entrare delle persone adattabili, in maniera consapevole o meno, al fine di promuovere prodotti, servizi, stili di vita, culture sintetiche per creare una società sintetica costituita da individui con una personalità altrettanto sintetica. 

Abbiamo a che fare con due tipi di dupe. 
Uno è il dupe consapevole, ovvero la persona che sa che gli stanno raccontando una storia e che può trarre del profitto diffondendola al vasto pubblico. 
L’altro è il dupe inconsapevole, quello più genuino, perché non c’è nessuna predeterminazione nel suo operato, ma crede veramente alla storia che gli raccontano e con ingenuità infantile cerca di trasmetterla ad altri con la passione di chi ha un proprio credo per cui fare proseliti e da difendere strenuamente. 
Questo tipo di dupe è quello preferito dai padroni del mondo perché non costa assolutamente nulla e la sua opera non termina mai, a meno che la sua mente non venga prima liberata dalle false credenze indotte. Diversamente il dupe genuino nemmeno si porrà la domanda se quello che sostiene con fervente ardore sia vero o falso. Non è un infiltrato, ma dati disinformanti agiscono da infiltrati nella sua mente. 

L’altro dupe invece è costoso, in quanto è specializzato, ha anche qualcosa della talpa, dell’infiltrato, sa cosa deve dire e fare, e cosa non dire e non fare, ma è altrettanto necessario soprattutto nelle emergenze, quando c’è da rafforzare una tesi che sta traballando a causa di verità o consapevolezze emergenti che potrebbero ledere interessi che si stanno proteggendo. 
Per esempio, diventa sempre più noto che una dieta a base principalmente di frutta e verdura, come la dieta senza muco, con esclusione di prodotti animali, migliora la salute. Il consumo di tali prodotti diminuisce e questo compromette il mercato, sempre per esempio, dei prodotti caseari. 
Qualcuno dello staff di un fantomatico ufficio che si occupa di osservare le statistiche dei consumi avverte l’ufficio marketing dell’industria interessata che le statistiche dei latticini sono in crescente calo da tre settimane. Lo staff dell’ufficio del marketing avverte l’ufficio del PR e lo informa della situazione. L’omino delle PR chiama il dirigente dell’agenzia che ha la concessione per la pubblicità sui media, lo informa del problema e gli dice, telefonicamente: “Activate a dupe!” o se la situazione è davvero critica: “Activate all the dupes”. 

Nel primo caso, che potrebbe essere tradotto in questo modo:”Metti in moto un imbecille”, in italiano non suona molto bene, ma nell’ambiente della propaganda è quasi un termine tecnico, l’agenzia di pubblicità contatta la redazione di una TV, prenota uno spazio per inserire qualcosa tipo la “Risposta dell’esperto” per mettere in onda lo spin* appropriato. Il responsabile della rubrica “Salute & Benessere” chiama un’ipotetica associazione dei dietologi o dietisti (qual è poi la differenza?) chiedendo di mandare un esperto (il termine dupe scompare a un certo punto della linea) che possa confutare teorie strambe in circolazione, che stanno disturbando il corretto andamento del mercato. Al prescelto, il dupe di turno, vengono forniti tutti i dati e quando si presenta in televisione alla domanda “Cosa pensa della dieta senza muco?”, risponderà, creando allarmismo, che una dieta principalmente a base di frutta contiene fruttosio in eccesso e questo può portare all’insorgenza del diabete e in più, senza un adeguato consumo di latticini, in breve tempo la carenza di calcio che si produrrebbe escludendo i prodotti caseari dalla proria dieta alimentare farebbe insorgere l’osteoporosi. 

Suona molto bene vero? E fa senso a leggerlo e ancor di più a sentirlo uscire dalla bocca di un Dott. Prof. Ecc. in camice bianco. Ed è assolutamente falso, anche se sono sicuro che uno scienziato sarebbe capace di fare venire il diabete a un ratto nutrendolo con fruttosio sintetico per via endovenosa per un mese e dire al cliente: ”Ecco il risultato che mi ha chiesto di produrre: ”Troppo fruttosio fa venire il diabete”. E qualcosa di simile l’hanno pure fatto. 
Il comunicato può anche variare, dipende da chi paga, l’industria latteo casearia, piuttosto che quella della carne o della pasta, ma lo scopo è fornire, a seguito di ogni contestazione dei loro prodotti, prove contrarie provenienti da ricerche pilotate ad hoc. 

Una volta sentito il comunicato dalla TV, il dupe genuino, spontaneo, sicuro che tutto ciò che esce dalla bocca di un’Autorità o Esperto sia la sacrosanta verità, andrà in giro per tutto il web scrivendo su blogs e forums o rovinerà la pausa caffè ai colleghi informandoli con entusiasmo di non mangiare assolutamente frutta perché troppo fruttosio fa venire il diabete e di mangiare anche il gorgonzola a colazione assieme alla brioche e il cappuccino altrimenti ti viene l’osteoporosi, lo ha detto ieri sera la televisione! 
In una situazione considerata più grave potrebbero venire attivati dupes su più fronti per rafforzare la tesi contraria a quella sostenuta da terzi, e nella condizione attuale in cui si trova la società vince la tesi o parte che ha più fonti da fornire. Che poi dicano cose assolutamente false è completamente irrilevante, quello che conta è l’impatto numerico. 

Ci sono anche dei dupes eccellenti, a capo di associazioni note per essere fonti di disinformazione che diventano essi stessi vittime delle bugie che diffondono, come il presidente dell’AMA (American Medical Association), Ron Davis a cui è stato diagnosticato il cancro al pancreas e, coerentemente con la linea promossa dall’associazione di cui è presidente, si sottoporrà alla chemioterapia, negando a se stesso ogni ulteriore possibilità di salvezza. Questo è il comunicato ufficiale diffuso dall’AMA: 
AMA president diagnosed with serious form of cancer 

I link elencati nella “Nota dell’editore“ in fondo all’articolo dell’AMA portano a siti che diffondono ulteriore disinformazione sulla malattia. 

Potere e profitto in una civiltà sintetica 
Ci si potrebbe domandare perché esistano persone impegnate nell’ingannare i loro simili fino a questo punto. (In effetti non li considerano loro simili, considerando se stessi un’élite). La ragione ha a che fare con il controllo deviato per il profitto indiscriminato. 
I dupes sono lo strumento dei signori del mondo per controllare la popolazione mondiale. E’ un controllo aberrato che viene perpetrato con l’ausilio della menzogna. Riempire la mente di dati falsi rende le persone incapaci di valutare. Ogni cosa che ascolti o leggi nei vari media viene riportata in modo falso, non obbiettivo. 

Miriadi di teorie scientifiche sono false o inconcludenti. La scienza medica eccelle in questo, la scienza dell’alimentazione, ammesso che esista una tale scienza, arriva seconda. 
La pubblicità è assolutamente menzognera e per quanto possa essere irrilevante quando dice che un detersivo lava più bianco di un altro, quando invece afferma che un prodotto alimentare lavorato industrialmente, biologicamente morto o morente, con conservanti e altri additivi aggiunti, protegge il sistema immunitario, inganna illudendo le persone riguardo alla loro salute. 
Tutta questa civiltà è falsa, non c’è un settore libero dalla menzogna, se non piccole nicchie ignorate dai media o persino oscurate, ogni cosa è stata alterata per farla diventare un mondo di favole in cui individui privi di certezze reali vivono una vita falsa. 

Quando un essere è consapevole della propria essenza spirituale vede le cose e il mondo come sono veramente ed è impossibile ingannarlo, ed è questa la ragione per cui i signori del mondo intendono ridurlo al pari di uno zombie 
Il modo di farlo è quello di privare gli individui dei principi etici e della consapevolezza della loro vera essenza spirituale sostituendoli gradualmente con i principi del più solido materialismo. 
Le notizie, anzi le cattive notizie, diffuse dai telegiornali vengono messe in onda solo per instaurare una stato di malessere nella società, il dovere di cronaca è in realtà un servizio a pagamento e che è suscettibile agli interessi in gioco. 

Per esempio si parla pochissimo della violazione dei diritti umani da parte del governo cinese, per timore dei politici di irritarlo e che senza la Cina non potremo più trovare nemmeno un cacciavite in ferramenta. Viene invece steso il tappeto rosso alle Olimpiadi. Gli interessi coinvolti nelle Olimpiadi, rendono molto più redditizio parlarne. I diritti umani non pagano ed è politicamente corretto farne solo qualche piccolo accenno scaglionato nel tempo, per dire all’occorrenza: “Ne abbiamo sempre parlato, il governo ci tiene particolarmente al rispetto dei diritti umani”. 

Le varie rubriche scientifiche servono per iniettare continuamente nella società il siero della disinformazione, proponendo cure farmacologiche per malattie che sono il risultato di stili di vita proposti dagli stessi media. Sono molto ben studiati questi programmi perché le affermazioni degli “esperti” sembrano avere molto buon senso. Alla domanda che viene fatta dal conduttore seguendo un copione già scritto, tipo: ”Lei cosa consiglierebbe per combattere questa malattia?”, l’esperto, seguendo anch’egli fedelmente il suo copione che ormai conosce a memoria, risponde: ”Innanzitutto consigliamo una dieta alimentare sana, esercizio fisico, e uno stile di vita sereno che riduca lo stress. Tuttavia se nonostante questo la malattia persistesse, è assolutamente necessario il ricorso alla cura farmacologica o all’intervento chirurgico.” A volte sia il conduttore che l’esperto sanno che le diete proposte dalla medicina ortodossa non omettono quei cibi che producono la malattia, che i pazienti faranno esercizio per una settimana e poi rimpiomberanno sul divano davanti alla TV, e che uno stile di vita che non produca stress difficilmente verrà adottato, e avranno ottenuto l’obbiettivo del loro sponsor. E avranno anche fatto con chi li ascolta la bella figura di non aver sbattuto subito in faccia il flacone delle medicine o la prospettiva del letto operatorio. 

I vari programmi che forniscono risposte date da psicologi e psichiatri ai problemi dell’essere umano servono a fornire cure psichiatriche (una cura psichiatrica non significa altro che prescrizione di psicofarmaci) che affondano ancora di più chi vi si sottopone e a trasformare ogni forma di aberrazione in diversità, quindi non più da risolvere ma da considerare come parte del comportamento socialmente accettabile, con conseguente deterioramento sociale. 
I programmi demenziali servono a far ridere il pubblico portandolo a un livello culturale così basso mai raggiunto fino ad ora e a distrarre l’attenzione necessaria per risolvere i problemi che inevitabilmente, in questa era, affliggono ogni essere umano, problemi derivanti da stili di vita deleteri creati ad hoc dai signori del mondo. 
La pubblicità promuove prodotti industrialmente lavorati dannosi per la salute anche secondo la medicina ufficiale, spacciandoli addirittura per salutari. Le autorità sanitarie approvano la messa in commercio di tali prodotti e poi rimproverano le mamme perché danno le merendine confezionate ai bambini, le stesse da loro precedentemente approvate. 

Le manifestazioni sponsorizzate dalle multinazionali della birra hanno lo scopo di convertire e consolidare gli adolescenti all’alcolismo. 
I programmi per bambini servono per promuovere prodotti confezionati che sono un insulto alla loro salute, associati a giochini inseriti nelle confezioni, per far sì che poi facciano pressione sui loro genitori perché li acquistino. 
Alcuni direttori dei telegiornali, dupes consapevoli, ma spesso anche inconsapevoli perché essi stessi non riescono a sottrarsi agli effetti della disinformazione da loro promossa, hanno la loro scaletta di comunicati degli inserzionisti mascherati fra le notizie, sotto forma di consigli, come quelli di vaccinarsi per l’influenza, di proteggersi dal sole con creme e occhiali che filtrano i raggi UVA, di bere latte come fonte di calcio, ecc. 

Il mondo della politica, e questo riguarda i governi di tutti i paesi del mondo, non è certo carente di dupes, sono quei politici lobbisti che promuovono leggi favorevoli ai bisogni delle multinazionali che probabilmente li hanno messi lì finanziando la loro campagna elettorale, o li hanno agganciati dopo la loro elezione. La presentazione di leggi e la loro approvazione, per la prescrizione di metilfenidato ai bambini, commercializzato come Ritalin, per il trattamento di una malattia inventata come l’ADHD, non può che essere fatta da quei ministri, dupes eccellenti che favoriscono le case farmaceutiche. 

Quei medici che hanno promosso farmaci di una specifica marca dietro compenso, a volte mascherato sotto forma di regali da parte delle case farmaceutiche come computer, televisori al plasma, soggiorni in paesi esotici, ecc, come riportato dalla stampa in diverse occasioni, sono dupes di quelle multinazionali. 
La lista potrebbe essere molto lunga, dovrei scrivere un libro per elencare tutte le menzogne note, mancherebbero comunque quelle ancora non scoperte, è solo uno spunto per invitarti a ricercarne tu stesso. 

I dupes del mondo spirituale 
L’uomo è composto, per così dire, di spirito mente e corpo, e lo spirito è l’elemento fondamentale. 
Quando si è consapevoli, dicendo “IO” ci si riferisce allo spirito, perché si è lo spirito, non si ha uno spirito, quando si è identificati nel corpo si pensa di esserlo e ci si riferisce allo spirito come al mio spirito o alla mia anima, ed è un errore in quanto, rimarcando, non si ha uno spirito, ma lo si è. 
La globalizzazione, che in se non sarebbe una cosa negativa, se non fosse che è appannaggio arrogato di un sistema economico senza scrupoli, ha assorbito anche la New Age. Per New Age s’intendono stili di vita, filosofie, religioni, terapie ecc. di un mondo nuovo, spiritualmente evoluto, oltre a un settore di mercato che ha a che fare con la vendita di beni e servizi “alternativi” connessi alla visione magica ed olistica del mondo. Questo sarebbe un reale progresso, in quanto mettere a disposizione servizi e beni intesi al miglioramento dell’essere umano dal punto di vista olistico è solo desiderabile. Ma… 

Il mondo economico invece di combattere i movimenti che possono creargli fastidi, semplicemente li ingloba nel suo sistema traendone anche del profitto. Negli anni sessanta, sorse il movimento hippy, e gli appartenenti abbandonarono anche il vestire convenzionale, e iniziarono a indossare abiti coloriti e apparentemente stonati rispetto alla moda in voga in quel momento. Dopo che furono distrutti dalla Cia, con l’ausilio anche della psichiatria, che finanziò la diffusione del concetto dell’amore libero e del LSD, il loro modo di vestire fu assorbito dal sistema economico che diede vita a una moda, e non fu più possibile distinguere un hippy da un comune cittadino attratto da quella moda. 

In questo periodo pieno di incertezze c’è un fenomeno che sta esplodendo, e il libro “The secret” di Rhonda Byrne è uno dei tanti esempi che potrei fare. In esso si parla della legge dell’attrazione, una delle capacità dell’essere spirituale, e il successo editoriale di questo libro dipende dal fatto che questa legge viene proposta per l’acquisizione di benessere materiale, ricchezza e potere. Leggilo o rileggilo tenendo presente quanto ho appena scritto e vedrai che, spogliato di tutto il contorno, il diventare ricchi è il fine proposto, anche se rivolto allo spirito, ma lo allontana dai suoi orizzonti e scopi primari, la consapevolezza del vero sé. 
Non c’è niente di male nel diventare ricchi, e gli spiriti elevati attirano incidentalmente prosperità e ogni cosa di cui abbiano bisogno, ma è diverso dal farne il proprio scopo. 

Molti hanno acquistato quel libro, io di libri ho la fortuna di riceverne in omaggio, ma non sono diventati né ricchi né potenti, e allora sono venuti alla ribalta una miriade di guru, che promettono di insegnare come usare la legge dell’attrazione, e spiegano che chi non ha successo è perché non ha “the secret of the secret”, the secret non basta e loro possono rivelarlo in sedute di gruppo o individuali. 
Su quest’onda sono sorti facilitatori, maestri di vita, coach, angeli custodi, guide spirituali, ipnotizzatori e tutti promettono di fare diventare ricchi dopo un paio di seminari. 
Sono i dupes della New Age. 

Si potrebbe parlare a lungo anche del channeling e spiriti reincarnati che dichiarano di essere venuti sulla terra per aiutarci per ordine di entità divine, ma quanto detto è già sufficiente, quello che si vuole far notare è che il mondo economico sta inquinando anche il mondo spirituale solidificandolo, materializzandolo, rendendo più difficile il risveglio della coscienza e comprensione della nostra vera natura spirituale. 
Questa globalizzazione del mondo spirituale è il fiore all’occhiello dei signori del mondo. Le persone che si liberassero dalle catene dell’usuale comune disinformazione dei media e cercassero un percorso spirituale che potrebbe renderle totalmente libere e consapevoli, se seguissero questi percorsi apparentemente spirituali incapperebbero in un’altra trappola del materialismo, seppure più raffinata. 

Per creare il nuovo ordine mondiale è necessario togliere i punti di riferimento di un essere spirituale, e questi sono i suoi principi etici innati. Questi punti di riferimento sono necessari per trarre un giudizio corretto su cosa sia giusto o sbagliato. Una volta tolti di mezzo i principi etici, il risultato è un essere “rammollito” non più in grado di differenziare facilmente il vero dal falso e suscettibile ad ogni genere di spin. 
Se poi gli togli anche i mezzi per risvegliare la sua coscienza, impedendogli di riacquistare la consapevolezza del vero sé, cioè di chi è veramente, condizione necessaria perché possa ritrovare nuovamente i suoi principi, l’intero processo diventa un gioco da bambini. 

Quello che la globalizzazione del profitto indiscriminato sta cercando di implementare è una religione universale che assomiglia a un minestrone, anzi a un passato di verdura dove i singoli elementi non sono più riconoscibili e il gusto indefinito. Un insieme di pratiche, riti e culti che non portano da nessuna parte e chi si dedicasse ad esse verrebbe gratificato di una estatica confusione, rilassata inconsapevolezza e completa accettazione del nuovo ordine. 
Se un Nuovo Ordine Mondiale, quello conosciuto come NWO, ci sarà, sarà in un mondo di dupes. 

Meglio darsi da fare perché ciò non avvenga, altrimenti Matrix non sarà solo un film di fantascienza. Forse non è mai stato un film di fantascienza, ma un documentario. 
Ci sono campi, campi sterminati, dove gli esseri umani non nascono, vengono coltivati. A lungo non ho voluto crederci, poi ho visto quei campi con i miei occhi…” 
Morpheus – Matrix 

Se sei arrivato fino in fondo all’articolo, potresti essere un po’ abbacchiato. Il mio consiglio è di farti una bella risata e poi guardare le cose tenendo in mente quanto ho scritto. Divertiti a riconoscere le menzogne fra le notizie, nelle “risposte dell’esperto”, e a liberarti, se ancora non lo sei, dalla disinformazione dilagante.

Commento al post “Lessico”

In effetti, il “lessico” diverso di per sé non può che influire su chi già la pensa diversamente. Questo è vero, ma è altrettanto vero che il parere della maggioranza ha tanto peso in un mondo che è già strutturato in un certo modo. Se la si pensa davvero diversamente, non si può iniziare “mettendo vino nuovo in botti vecchie” perché il vino andrebbe a male. Il che fa pensare immediartamente a tante cose del tempo presente…

Inoltre, l’attuale sistema ha un punto debole non da poco: l’incapacità di riformarsi.

Che le emissioni di gas nocivi debbano dimezzarsi solo nel 2050 significa soltanto che non ci può essere alcuna riforma.

Qualche spunto di riflessione interessante.

MK ULTRA – Controllo Mentale delle Masse (Part One) http://www.youtube.com/watch?v=RvuUKTQTlRU

Se guardate questo video non potrete più tornare indietro!!! http://www.youtube.com/watch?v=cq7kCOY1mas&feature=related


Altro materiale.

“11 Settembre 2001 – Un’ipotesi da giallista”:

http://coccode-in-grattacielo.splinder.com/archive/2006-09

“Onde di forma” e “fusione fredda”:

http://coccode-in-grattacielo.splinder.com/archive/2007-02

“La Valle del Pavone Blu”:

http://www.lulu.com/content/1813793

America’s Secret Establishment” (il classico del prof. Sutton sugli Skull&Bones):

http://sandiego.indymedia.org/media/2006/10/119639.pdf

“Lessico”

Ci si orienta rispetto ad un punto. Si può anche criticare questo punto, ma, una volta che sia l’orientamento, si subisce l’iniziativa dell’altro. L’orientamento si esprime per mezzo di parole, parole-chiave.

Per cui: si può anche criticare il “Nuovo Ordine Mondiale”, ma, una volta che si usi quest’espressione, che piaccia o non, ci si orienta nella direzione che coloro i quali hanno scelto quelle parole vogliono.

Strategia di base della propaganda è scegliere le parole con attenzione, in base alla legge dell’associazione “libera” dei termini. La scelta delle parole è decisiva.

La risposta vera è cercare altri termini per designare le stesse cose anche.

Invece di “fusione fredda”, “trasmutazioni a bassa energia” od “eventi Kervran”.

Invece di “ristrutturazione del capitalismo” o altri termini che implicano l’uso della parola “sviluppo”, anche per designarne i limiti, va usato: “decrescita”.

Invece di “Nuovo Ordine Mondiale” va usato: “Regno dell’Anticristo”. Quel che oggi c’è, al contrario, è la “Grande Prostituta di Babylonia”. Essa è destinata a finire sotto i colpi dei seguaci del “Nuovo Ordine Mondiale”, ovvero: “Regno dell’Anticristo”.

Un’annotazione. In base all’articolo apparso su Repubblica -

http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/internet-inquina/internet-inquina/internet-inquina.html

intitolato: “Da Internet Co2 quanto dagli aerei. Così il web surriscalda la Terra” – Internet sarebbe una delle cause principali del surriscaldamento della Terra. Si cerca, e si cercherà sempre di più, così di porre la Rete sotto controllo, non certo per ragioni valide, ma per evitare che l’eventuale residuale dissenso possa trovare una sua valvola di sfogo. Riporto le parole finali dell’articolo qui sopra citato: “L’unico rimedio, secondo gli esperti, è paradossalmente centralizzare: meno grandi calcolatori, meno centri di calcolo, ma molto più potenti. Centralizzare la “virtualizzazione”, come la chiamano alla Ibm, può consentire risparmi di consumo energetico fino all’80 per cento. Ironia della sorte: proprio nella dimensione più ipermoderna del nostro presente, cioè il mondo dei computer e di internet, in nome della difesa del clima torneranno i dinosauri, i grandi, ingombranti supercomputer ritenuti obsoleti fino a ieri. Ma questa possibile via di salvezza è costosa, e non tutti potranno permettersela”. La data è marzo di quest’anno.

Sull’uso dei termini come chiave di volta, cfr. quest’articolo da un blog:

http://decemberwolf.splinder.com/archive/2006-06

Ora, non si badi alla causa relativa di quest’articolo ma solo alle citazioni dagli scritti di Bernays, nipote di Freud ed applicatore della legge dell’associazione mentale “libera” al controllo delle masse.

Voglio solo riportare la parte finale di questo link, la quale riporta la parte finale di un articolo sui “Persuasori occulti” apparso su “Nexus” n°61 (aprile-maggio 2006):

“Non appena la scienza del controllo di massa si evolse, l’industria del PR sviluppò ulteriori guide per un’efficace azione sociale. Qui ci sono alcuni gioielli:

· Disumanizza la parte sotto attacco etichettandola e chiamandola per nome [e questo stratagemma è così diffuso, che non vale nemmeno la pena di sottolinearlo; l’uso del termine “comunista” in senso totalmente improprio rientra in tale strategia; nota mia].
· Quando nascondi qualcosa, non parlare con inglese fluente [o italiano, o qualsiasi lingua]; fermati un po’, distrai.
· Ottieni approvazione da persone celebri, dalle chiese, personaggi sportivi, l’uomo della strada [diffusissimo].
· Chiunque a portata di mano che non abbia alcuna esperienza sul soggetto [sottinteso: ottienine l’approvazione].
· Usa l’espediente ‘persona normale’: noi miliardari siamo come te [chiarissimo ed usatissimo].
· Quando minimizzi una scandalo, non dire nulla di memorabile.
· Quando minimizzi uno scandalo, indica i benefici di quanto è appena successo [fantastico!, e pare che un certo politico sia particolarmente abile in tre cose: “sono come te”, ripetere sempre, minimizzare mostrando l’effetto positivo].
· Quando minimizzi uno scandalo, evita argomentazioni morali [questo è sublime].

Tieniti questa lista. Inizia ad osservare queste tecniche. Non sono difficili da riscontrare: guarda nel giornale di oggi o il telegiornale di stasera. Guarda cosa stanno facendo: questi tipi sono bravi!” (ibid., p. 16, sottolineature mie).

Princìpi. La mente umana è per natura suggestionabile. Le masse lo sono ancor di più, perché, come masse, la componente razionale è molto ma molto debolissima rispetto a quella emotiva.

La suggestione è: l’esercitare un’influsso sulle mente altrui per mezzo di un agente fisico qualsivoglia (per esempio la parola).

Una delle modalità principali della suggestione è la ripetizione.

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