Un commento all’articolo precedente: http://decrescitablog.wordpress.com/2008/07/29/la-fabbrica-degli-imbecilli/
Giustissimo questo puntualizzare rigurado alle tecniche di manipolazione della mente delle masse che prendono il nome, anchesso manipolato allo scopo di mascherarne le vere finalità, di “Pr”, Public relations.
“In questo periodo pieno di incertezze c’è un fenomeno che sta esplodendo, e il libro “The secret” di Rhonda Byrne è uno dei tanti esempi che potrei fare. In esso si parla della legge dell’attrazione, una delle capacità dell’essere spirituale, e il successo editoriale di questo libro dipende dal fatto che questa legge viene proposta per l’acquisizione di benessere materiale, ricchezza e potere. Leggilo o rileggilo tenendo presente quanto ho appena scritto e vedrai che, spogliato di tutto il contorno, il diventare ricchi è il fine proposto, anche se rivolto allo spirito, ma lo allontana dai suoi orizzonti e scopi primari, la consapevolezza del vero sé.
Non c’è niente di male nel diventare ricchi, (…) ma è diverso dal farne il proprio scopo [grassetto mio].
Molti hanno acquistato quel libro, io di libri ho la fortuna di riceverne in omaggio, ma non sono diventati né ricchi né potenti, e allora sono venuti alla ribalta una miriade di guru, che promettono di insegnare come usare la legge dell’attrazione, e spiegano che chi non ha successo è perché non ha “the secret of the secret”, the secret non basta e loro possono rivelarlo in sedute di gruppo o individuali.
Su quest’onda sono sorti facilitatori, maestri di vita, coach, angeli custodi, guide spirituali, ipnotizzatori e tutti promettono di fare diventare ricchi dopo un paio di seminari”.
La legge dell’attrazione è verissima, ma essa non è mai stata pensata allo scopo di “far diventare ricca la gente”, cosa, del resto, impossibile. essa è stata pensata allo scopo di rendere migliore la vita dela gente, cosicché attirino cose buone in luogo di cattive. Ora, ognuno sa che, anche dentro di sé, ci sono forze distruttive che attirano cose distruttive: cosa buona divenirne consapevoli per cambiare tutto ciò, cosa tra l’altro ben più difficile che agitare una bacchetta magica o schioccare due dita.
Scopo del “dupe”, allora, qual è: alterare le finalità. Modificare gli scopi delle cose. Si tratta, dunque, salvo il “dupe” ingenuo, di qualcosa di ben più consapevole di quel che potrebbe sembrare all’inizio.
A questo punto, occorrerebbe semplicemente far due più due quattro: E’ concepibile che questa sorta di manipolazione faccia capo non dico ad un solo ambiente però a pochi ambienti “consonanti” fra di loro? Ecco il quesito decisivo, vero.